Spoiler: Ipocrita.
Te l’ho detto subito, così ci siamo tolti il fastidio.
Ma ora ti dico anche il perché del mio pensiero.
La spoilerofobia è la paura di conoscere il finale (o un momento cliffhanger) prima del dovuto.
E grazie arcaz’ mi dirai tu.
Sì, ma non è un po’ ipocrita?
Pensaci, il finale della serie tv più importante al mondo è già scritto dal primo giorno in cui cominciamo ad occuparcene.
Già, il tuo finale è già scritto. E, purtroppo per te, non è un lieto fine.
Beh in realtà, purtroppo anche per me.
È il classico finale amaro, che chiude un cerchio.
D’ altronde: “Cenere eri e cenere ritornerai” o meglio, come lessi da bambino all’ entrata di un cimitero, “Eravamo come voi, sarete come noi”.
Sì, tutti dobbiamo morire.
Però possiamo fare delle scelte, sempre e comunque.
Vuoi un esempio? A circa 80 anni il mio ex professore di matematica ha deciso di lasciare la sua lauta (credimi, davvero lauta) pensione per tornare ad insegnare.
Io amo il denaro, e anche tanto. Però così è troppo dai.
Se la sua vita fosse uno show televisivo sarebbe la nona stagione di Scrubs o il finale di Game of Thrones (vado per sentito dire, non l’ho mai vista, ma un giorno ti darò le mie motivazioni): annacquato e da dimenticare.
Ok, aspetta, ho perso il filo del discorso.
Riproviamoci.
Il senso di questa riflessione è la seguente:
Nonostante il finale, rendi memorabile il percorso.
Perché, a quel punto, il pensiero del tuo finale sarà meno amaro.
Perché, pensaci, ciò che spaventa l’uomo è il pensiero di morire.
Non la morte stessa.
È il pensiero di lasciare tutto e tutti qui, non l’effettiva sensazione del trapasso.
Perdona la crudeltà, ma non ho mai visto nessuno piangere al proprio funerale.
Però ho letto molte storie di persone che si sono pentite delle proprie scelte, dei propri rimpianti.
“Ah se avessi”
Lì muori davvero. Quello è il tuo trapasso intellettuale. Diventi un guscio vuoto.
Manon voglio deprimerti. Se stai leggendo questo testo, significa che hai tempo. Finché respiri e puoi agire, hai tempo.
Ma fai attenzione, perché non hai tutto il tempo.
E qui casca l’asino.
Vivi con passione, perché hai un solo gettone, un solo ticket nel Life-land (che nella mia testa è un misto tra Gardaland e la vita, dove le tasse sono il labirinto della paura).
Un biglietto, ma valido per moltissimi giorni… Non è #YOLO ma #YODO . Vivi tutti i momenti ma…
You only die once.
E non c’è nulla di più positivo di questo.
Conosci il finale, ma non come ci arriverai.
E alla fine è questa la parte più divertente.
Buonanotte.
Bisogna bruciare per arrivare consumati per arrivare consumati all’ ultimo fuoco.